INTERVISTA A
DANIELE CAMPANI

Raccolta da Chicca

   "Non mi mettere in difficoltà perché io dico quello che mi viene in mente al secondo... Niente ... Augusto per me rappresentava innanzitutto un amico che mi ha insegnato tante cose di questo lavoro, mi ha insegnato a fare questo mestiere perché io ero completamente sprovveduto e non sapevo assolutamente cosa voleva dire suonare in giro, salire sul palco .... suonavo ma era una cosa che facevo per diletto. Al diletto con Augusto ho unito anche la professionalità, il mestiere, però parlare di mestiere nei Nomadi non è mica come parlare per andare a suonare con un altro cantante "basta che sia" ma ... è un'esperienza che ti coinvolge anche dal punto di vista umano, quindi quando parlo di professionalità dentro un gruppo come questo, parlo soprattutto di umanità e lui mi ha insegnato ad essere una persona - io non voglio essere banale, retorico, non  mi piace neanche come  cosa, non voglio fare della retorica - ma Augusto mi ha insegnato che ci sono tanti aspetti della vita che valgono la pena di essere colti, lui mi ha insegnato ad essere curioso, mi ha insegnato ad apprezzare delle cose che fino a quel momento non ... un sasso, un albero e lui sapeva tantissimo, sapeva distinguere gli alberi, sapeva distinguere i minerali, sapeva distinguere le cose antiche dalle cose meno antiche e questo è un segnale non tanto di cultura, perché lui ha sempre disprezzato la cultura dal punto di vista scolastico-didattico, ma è una questione di apprendimento, di coinvolgimento personale ... lui mi ha insegnato questo. Dal punto di vista musicale ero un batterista sgangherato e probabilmente sono rimasto un batterista sgangherato e allora, se dovessi dire che Augusto mi ha insegnato a suonare, uno potrebbe trovarmi dei difetti che non è il caso di addebitare ad Augusto!"


Daniele Campani